martedì 4 novembre 2008

lunedì 3 novembre 2008

giovedì 30 ottobre 2008

Ecco un autorevole punto di vista.

Articolo di Curzio Maltese sui fatti accaduti a apiazza navona.
Io sento di dare ragione alle sue parople. Chiunque non è d'accordo può scrivere un post o lasciare un commento contrario. Io la democrazia e il dialogo lo supporto con le parole e gli argomenti, non con le mazze avvolte nel tricolore. Quello al massimo lo sventolo dal balcone quando gioca l'Italia, anche se qualche ministro lo vedrebbe meglio in certi locali della casa.

AVEVA l'aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c'era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. "Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane" sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un'onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.

Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.

Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano "Duce, duce". "La scuola è bonificata". Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent'anni, ma quello che ha l'aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un'altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell'università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. "Basta, basta, andiamo dalla polizia!" dicono le professoresse.

Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. "Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!" protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: "E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il funzionario urla: "Impara l'educazione, bambina!". La professoressa incalza: "Fate il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra". C'è un'insurrezione del drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti. C'è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire".

Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: "Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra". Monica, studentessa di Roma Tre: "Ma l'hanno appena sentito tutti! Chi crede d'essere, Berlusconi?". "Lo vede come rispondono?" mi dice Laura, di Economia. "Vogliono fare passare l'equazione studenti uguali facinorosi di sinistra". La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: "Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov'è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l'avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto".

Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. "È contento, eh?" gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno (...) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all'ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì".

È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".

Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L'altro risponde: "Allora si va in piazza a proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito". Passa il vice questore: "Poche chiacchiere, giù le visiere!". Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.

Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s'affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l'assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s'avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell'Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.

A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all'occupazione, s'aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. "Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo".
(Repubblica - 30 ottobre 2008)

DIMMI LA VERITAAAAAA'

Ieri 29 Ottobre 2008, io sono arrivato con i miei amici universitari in Piazza Navona un paio di minuti prima che scoppiasse il tafferuglio, e ieri sera tornato a casa mi sn visto una decina di video nonche' letto 4/5 articoli e volevo solo far notare alcuni aspetti della vicenda a me poco chiari e chiedo l'aiuto di qualcuno per poterli risolvere:

1)Cosa ci fa' una camionetta di Blocco Studentesco (estrema destra, ma per molti aspetti estrema sinistra allo stesso tempo) in piazza Navona, una piazza in cui si sta svolgendo un sit-in pacifico dal giorno prima?! Chi ha autorizzato l'ingresso, cosi’ come l’ingresso dell’ altro camioncino da cui intorno alle 11 circa, come Curzio Maltese racconta di AVER VISTO [minuto 3:40 http://it.youtube.com/watch?v=ZqVr1l9fOdA] un signore di eta’ avanza, circa 50 anni che millantava di essere studente, lanciare slogan di incitamento antifascista, mentre la piazza lo fischiava e non lo voleva, MA SOPRATTUTTO:
2)Anche se fosse stato autorizzato chi ha controllato la presenza di caschi e bastoni?, la cui presenza e’ confermata proprio nel video pubblicato da Blocco Studentesco [http://ie.youtube.com/watch?v=5wTeI_tatoY al minuto 4:35 dove si sente “prendi un casco! prendi un casco” oppure 5:24 “piate ‘n’ombrello”-> prendete un ombrello ]
3)Perche’ passa un’autoambulanza proprio DENTRO Piazza Navona?, quando la via parallela alla piazza (Via di Santa Maria dell’ Anima - Via del Teatro Pace) il traffico scorreva abbastanza regolarmente (ci sn passato durante i tafferugli e nonostante la massiccia presenza di ragazzi in fuga comunque passavano le auto) MA SOPRATTUTTO:
4)Appena passa l’autoambulanza fanno la comparsa una ventina di ragazzi(?)/uomini tutti con lo stesso casco e con la stessa bandana che copre il volto che gli studenti cercano di bloccare [minuto 5:40 http://ie.youtube.com/watch?v=5wTeI_tatoY ] Chi sono ?
5)Parte il TAFFERUGLIO documentato da Repubblica [http://tv.repubblica.it/copertina/scuola-scontri-in-piazza-navona/25719?video] e subito si nota qualcosa, evidenziato anche dal video http://it.youtube.com/watch?v=dzSs2nCpDsw&feature=email ovvero: Chi e’ quello nel cerchio rosso?
6)Ma soprattutto perche’ e’ accaduto quanto raccontato da http://it.youtube.com/watch?v=NYfdPdV66f0&feature=email ? (di cui ci sono centinaia di prove video)
7)Concludo con questo : io ed i miei amici prima di entrare in piazza Navona, abbiamo visto decine e decine di poliziotti che hanno iniziato a posizionarsi nelle vicinanza di Piazza Tor Sanguigna SCONSIGLIANDOCI di proseguire in direzione piazza Navona, dicendo un poliziotto “allontanatevi che qui... sta per succedere... sta per passare”.
(Si noti che noi abbiamo avuto il tempo di arrivare a piedi con andamento normale in piazza, posizionarci a pochi metri dalla camionetta di Blocco Studentesco ed assistere ad TAFFERUGLIO non come scritto su http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=3.0.2648996806 il 29.10.08 nel pomeriggio

“Nella capitale, a piazza Navona, si sono verificati pesanti incidenti (pesanti incidenti???? e’ stato 1 episodio terminato in 10 minuti massimo, sono tornato in piazza dopo 10 minuti) tra studenti di destra e di sinistra, con un bilancio di quattro feriti tra cui un poliziotto e due arresti. I ragazzi si sono scontrati lanciandosi fumogeni, tavolini e sedie (cosa? si sono lanciato 1 fumogeno e hanno tirato 2 tavolini e 4 sedie di cui ho le foto scattate dopo il TAFFERUGLIO) dei locali della piazza(e’ stato coinvolto SOLO 1 bar). A loro si sono aggiunti anche gli studenti dell’università La Sapienza e di alcuni centro sociali) (se qualcuno li ha visti, perche’ io nn ho visto nulla di cio’)”

QUESTA VOLTA LA POSSIBILITA’ DI LIBERA INFORMAZIONE C’E’
E SPERO VENGA ESERCITATA, MA SOPRATTUTTO VISSUTA DA TUTTI!

Finche’ c’e’ informazion, c’e’ speranza,

Roberto Rinaldi
23 anni
Roma

mercoledì 29 ottobre 2008

NO ALLA VIOLENZA-PAROLE E BASTONI


Noi oggi c'eravamo, al posto sbagliato al momento sbagliato. Abbiamo fatto in tempo ad andarcene, per fortuna. Ma abbiamo visto...abbastanza, direi.
Quella di oggi non è altro che una risposta a tutti coloro che pensavano di poter superare le divisioni ideologiche per unirsi nella protesta contro la Gelmini. Ebbene sappiate che è impossibile. Siamo noi (democratici: di sinistra, centro e destra) e loro, i fascisti. Punto e a capo.
Al riguardo vale per sempre una splendida risposta del filosofo francese Levy a Maurizio Costanzo nel corso del M.Costanzo Show del 5 novembre 1991. Tre neonazisti erano stati invitati sul palco a disquisire di politica e del fenomeno del neonazismo in Europa. Il Maestro M.C., tessera P2 numero 1819, introducendo il dibattito pronunciava la seguente frase: “Siamo in democrazia, in democrazia chiunque può parlare”.
A quel punto il filosofo francese Levy non riuscì a contenersi e disse: “Attenzione è vero che in democrazia tutti possono parlare, ma queste persone hanno idee e bastoni, e hanno bastoni perché hanno certe idee. L'idea neonazista è un'idea violenta che la Storia ha già giudicato. Non può più essere riammessa nell'ambito argomentativo democratico”. Vale lo stesso per il fascismo.
p.s. Da questo episodio Luttazzi prese spunto per il monologo "COME TI ERUDISCO IL NEO-NAZI"

martedì 28 ottobre 2008

Assemblea degli studenti ( Facoltà di Economia Tor Vergata )

In data odierna Martedi 28 Ottobre 2008 si è riunita alle ore 13 in Aula Studio Piano Interrato l’assemblea degli studenti della Facoltà d’Economia di Tor Vergata per discutere:
1. Legge 133\08
A seguito della lettura degli articoli della legge e del dibattito successivo è emersa preoccupazione da parte degli studenti su:
1. possibilità di trasformazione della nostra facoltà in una fondazione di diritto privato.
Attraverso tale possibilità si permette l’accesso diretto al patrimonio dell’università ad istituzioni private che potrebbero dettare obiettivi e performance proprie deviando da quelle che sono le finalità della scuola e dell’università: pubblica, laica ed accessibile a tutti.
Inoltre, nella attuale legge non è specificato alcun tetto massimo alla tassazione richiesta agli studenti.
Emerge l’esigenza che il Senato Accademico ed il CDF prendano una posizione netta al riguardo scongiurando la possibilità di un aumento spropositato delle tasse attraverso la fissazione di un tetto massimo alla tassazione imponibile agli studenti.
2. tagli al fondo di finanziamento ordinario previsti al capo 13 dell’articolo 66.
La preoccupazione emersa è che tali tagli possano incidere negativamente sulla situazione gia critica della ricerca all’interno della nostra facoltà.
La discussione tra studenti e professori, infatti, conferma tale situazione: pochi posti a disposizione per il dottorato, basso livello retributivo, difficoltà di accesso al ruolo di professore ordinario.
Tutto ciò sommato ad una situazione precaria prettamente italiana, porta a disincentivare la libera ricerca, alimentando la fuga all’estero o il ricorso ad altre strade. Viene così distrutta una risorsa per la nostra università ed il nostro paese che garantirebbe un ritorno in innovazione e sviluppo.
3.necessità di razionalizzazione delle risorse della nostra facoltà.
Assodata la presenza di inefficienze all’interno dei corsi di studio istituiti nella nostra facoltà nasce l’esigenza di ripristinare organi quali il “Nucleo di Valutazione dei Corsi di Laurea”. La finalità di suddetto organo è di valutare l’andamento dei corsi ed intervenire per eliminare tali inefficienze che pregiudicano una migliore organizzazione didattica ed amministrativa.
4.maggiore trasparenza verso gli studenti.
Al riguardo gli studenti fanno presente la possibilità di vedere pubblicati nel portale dell’università www.economia.uniroma2.it i dati statistici che emergono dai questionari di valutazione dei corsi di insegnamento fatti compilare durante lo svolgimento delle lezioni.
Su tali dati potrebbero venire dagli studenti proposte utili al miglioramento della qualità della didattica nella nostra facoltà.


Roma, li 28 Ottobre 2008 Assemblea degli studenti
Facoltà di Economia
Università di Tor Vergata
Ragazzi guardate qui...forse quello che è successo ieri non è stato proprio niente..anzi forse l'inizio di qlcs che si smuove anche da tor vergata! ci siamo uniti finalmente ad una protesta che ha coinvolto tante e tante facoltà....saremo anche studenti ma era da troppo tempo che non ci facevamo sentire!!
guardate queste foto, mi hanno dato la carica a fare sentire ancora di più la nostra voce...e ci siamo anche noi!! finalmente anche tor vergata!!

http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scuola/foto-studenti-33/3.html

buona visione!!!

Piero Calamandrei...profeta?

Da un discorso di Piero Calamandrei sulla scuola...niente niente vedeva anche il futuro?


"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi, ve l'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"

(in Scuola Democratica, 20 marzo 1950.)

Fanno piu i professori che noi

Ecco uno dei tanti gesti nobili che i rettori (e ripeto i rettori) stanno effettuando in questi momenti.
Forse non è necessariamente vero che le decisioni prese dalla maggioranza devono essere accettate perchè prese dalla maggioranza.



tratto da apcom

Roma, 28 ott. (Apcom) - «Sono pronto a dimettermi». Il rettore Francesco Profumo mette sul tavolo della discussione e delle proteste che agitano le università italiane tutto il peso e il prestigio di uno dei più accreditati atenei d'Europa, il Politecnico di Torino: «Se il governo non cambierà strada, convocando i rettori, ritirando tagli insostenibili a aprendo la via a una seria riforma delle università - annuncia in un'intervista a La Stampa - non potrò che dimettermi, insieme agli altri rettori italiani. Ne abbiamo parlato, siamo tutti d'accordo».
Anche Enrico Decleva, «magnifico» della Statale di Milano e presidente della Conferenza dei rettori, conferma: «Non potremo fare altro. La Finanziaria infligge alle università un colpo mortale».
Profumo, che ieri ha sospeso le lezioni e convocato una conferenza d'ateneo per discutere la situazione non nasconde la drammaticità della situazione dopo i tagli annunciato dal ministro Gelmini. «Se entro pochi mesi - dichiara al quotidiano torinese - non cambierà nulla i rettori non potranno che dimettersi, perché non saranno più in grado non dico di progettare sviluppo, ma neppure di pagare gli stipendi ai professori».
A quanto ammontano i tagli? «A livello nazionale - risponde il rettore del Politecnico - un miliardo e 450 milioni nel 2013. Al Politecnico, partendo da 114 milioni attesi dallo Stato per il 2009, il fondo di finanziamento ordinario calerà a 103 milioni nel 2010, 92 nel 2011 e 90 nel 2012. Peccato che già nel 2008 la spesa per gli stipendi del personale supererà i 99 milioni. Per far fronte agli scatti stipendiali e all'inflazione, i fondi dovrebbero invece crescere del 5% l'anno».
Le cifre dell'ateneo torinese parlano da sole. Con il turnover ridotto al 20% «Di qui al 2011 non potremo rimpiazzare 74 professori e ricercatori, 84 nel 2012». E "Potremo garantire 74 mila 844 ore di lezione, contro le 88 mila 641 del 2008. Il calo d'ateneo sarà del 15,6%, più drammatico in alcune facoltà: meno 30,5% di lezioni ad Architettura 2, 21,6% ad Architettura 1, 14,8% a Ingegneria 1, 12,9 a Ingegneria 3. In un sistema già sottofinanziato - denuncia Profumo - si innesca un processo molto pesante: lo stop del turnover, oltre a polverizzare le speranze di giovani e precari, arriva proprio in una fase di uscite di massa».
Vanno in pensione tutti ora? «A metà degli anni Settanta - risponde il rettore del Politecnico - ci furono concorsi di massa e queste persone escono ora tutte insieme. Si rischia insomma, di svuotare di botto gli atenei». Spariranno dei corsi di laurea?«E' ovvio che non sarà possibile mantenere l'attuale offerta formativa nei prossimi anni».
Gli atenei sono senza colpe? «No - risponde il rettore - l'università deve fare autocritica: i 77 atenei hanno 360 sedi, certo troppe, e si sono eccessivamente spezzettati corsi e saperi. Ma non darci i soldi per pagare gli stipendi dal 2010 non è la soluzione. Serve una grande e importante riforma di cui tutti sentiamo la necessità». E serve «una nuova governance, con catene decisionali più corte. Oggi la stessa decisione è vagliata da troppi organismi. Occorrono nuove regole di reclutamento che premino i migliori, e un sistema serio di valutazione della ricerca che garantisca più fondi a chi lavora di più e meglio.
Chiedo che il ministro sieda a discutere con i rettori, e che non ci siano per le università solo tagli finanziari, per di più non sostenibili, ma discussione dei contenuti. Il modello delle università è vecchio di trent'anni. E' tempo di cambiare».
RED-BOL

lunedì 27 ottobre 2008

Decreto Gelmini

Ecco qui il famigerato decreto Gelmini.
Dopo attenta lettura di questo decreto e della legge n.133 (vi assicuro che non è stato semplice), sembra che il Decreto Gelmini punta "solo" alla demolizione della scuola primaria, con la riduzione del tempo - scuola e l'introduzione del maestro unico. Alla legge 133, invece, spetta l'onore di tagliare....meglio...violentare i fondi universitari.
Per ora riporto il decredto Gelmini.

"Il Presidente della Repubblica, visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione, ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalita' ed al rispetto dei principi costituzionali, disciplinare le attivita' connesse alla valutazione complessiva del comportamento degli studenti nell'ambito della comunita' scolastica, reintrodurre la valutazione con voto numerico del rendimento scolastico degli studenti, adeguare la normativa regolamentare all'introduzione dell'insegnante unico nella scuola primaria, prolungare i tempi di utilizzazione dei libri di testo adottati, ripristinare il valore abilitante dell'esame finale del corso di laurea in scienze della formazione primaria e semplificare e razionalizzare le procedure di accesso alle scuole di specializzazione medica; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 28 agosto 2008; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e l'innovazione; E m a n a il seguente decreto-legge:

Art. 1. Cittadinanza e Costituzione

1. A decorrere dall'inizio dell'anno scolastico 2008/2009, oltre ad una sperimentazione nazionale, ai sensi dell'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all'acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell'ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell'infanzia.

2. All'attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 2. Valutazione del comportamento degli studenti

1. Fermo restando quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attivita' ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.

2. A decorrere dall'anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento e' espressa in decimi.

3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all'esame conclusivo del ciclo. Ferma l'applicazione della presente disposizione dall'inizio dell'anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravita' del comportamento al voto insufficiente, nonche' eventuali modalita' applicative del presente articolo.

Art. 3. Valutazione del rendimento scolastico degli studenti

1. Dall'anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite e' espressa in decimi ed illustrata con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall'alunno.

2. Dall'anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite e' espressa in decimi.

3. Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all'esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.

4. L'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e' abrogato e all'articolo 177 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sono apportate le seguenti modificazioni: a) i commi 2, 5, 6 e 7, sono abrogati; b) al comma 3, dopo le parole: «Per la valutazione» sono inserite le seguenti: «, espressa in decimi,»; c) al comma 4, le parole: «giudizi analitici e la valutazione sul» sono sostituite dalle seguenti: «voti conseguiti e il»; d) l'applicazione dei commi 1 e 8 dello stesso articolo 177 resta sospesa fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 5; e) e' altresi' abrogata ogni altra disposizione incompatibile con la valutazione del rendimento scolastico mediante l'attribuzione di voto numerico espresso in decimi.

5. Con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti e sono stabilite eventuali ulteriori modalita' applicative del presente articolo.

Art. 4. Insegnante unico nella scuola primaria

1. Nell'ambito degli obiettivi di contenimento di cui all'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti di cui al relativo comma 4 e' ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una piu' ampia articolazione del tempo-scuola.

2. Con apposita sequenza contrattuale e a valere sulle risorse di cui all'articolo 64, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e' definito il trattamento economico dovuto per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.

Art. 5. Adozione dei libri di testo

1. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l'editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l'adozione dei libri di testo avviene con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio. Il dirigente scolastico vigila affinche' le delibere del collegio dei docenti concernenti l'adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti.

Art. 6. Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria

1. L'esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria istituiti a norma dell'articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, comprensivo della valutazione delle attivita' di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all'insegnamento, rispettivamente, nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria. 2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche a coloro che hanno sostenuto l'esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze della formazione primaria nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata in vigore del presente decreto.

Art. 7. Sostituzione dell'articolo 2, comma 433, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

1. Il comma 433 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' sostituito dal seguente: «433. Al concorso per l'accesso alle scuole di specializzazione mediche, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, possono partecipare tutti i laureati in medicina e chirurgia. I laureati di cui al primo periodo, che superino il concorso ivi previsto, sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che conseguano l'abilitazione per l'esercizio dell'attivita' professionale, ove non ancora posseduta, entro la data di inizio delle attivita' didattiche di dette scuole immediatamente successiva al concorso espletato.».

Art. 8. Norme finali

1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 2. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi' 1° settembre 2008

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Gelmini, Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca

Tremonti, Ministro dell'economia e delle finanze

Brunetta, Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione

Visto, il Guardasigilli: Alfano

ZUCCHE PENSANTI

Non possiamo negarlo: è stato persino emozionante. Un corteo, una manifestazione o come diavolo volete chiamarla: a Tor Vergata, sì. Non avete letto male. Quel famoso Campus Universitario immerso nel verde ma soprattutto nel nulla (a meno che non vogliate attribuire qualche valore agli innumerevoli centri commerciali che lo circondano, dimenticando tutto quello che manca: metro, cultura, vita anche notturna, insomma ci stanno solo gli edifici parliamoci chiaro). Una rarità nel panorama mondiale delle università: qualunque cosa succedesse nel mondo circostante, da noi non si cambiava: neutrali come la Svizzera.
Stamattina poi, aspettavamo l'inizio della lezione quando all'improvviso i cori e le urla ci hanno spinto verso le finestre: e tra l'altro c'hanno pure insultato, perché pensavano stessimo seguendo! (per inciso trattasi di viziaccio di antica data...va rispettato anche chi decide di seguire, senza se e senza ma).Invece siamo scesi, eccome. Tra l'altro il nostro DELEGATO EEBL è riuscito ad aizzare la folla, forse grazie al suo passato sapientino, intonando cori a tutto spiano. In quel momento, le scale davanti al bar erano già tutte occupate, eravamo un serpentone disteso al posto giusto nel momento giusto. Quando tutti abbiamo cominciato a saltare (provocati da un coro che ci invitava a dimostrare di non essere nati ad Arcore) eravamo come un quadro...e che peccato non avere la macchina fotografica! (magari per voi sulle scale la scena non era così romantica però oh...).
Poi siamo andati in giro è vero, tra lettere e medicina la giornata alla fine è passata...ma ad economia tutto era già come prima: il verde era sempre più verde, le fontanelle gettavano acqua sempre con la stessa violenza di prima, le facce della gente erano tutte assorte nel capire cosa dovrebbe fare la BCE per spingerci fuori dalla crisi o cosa dovrebbe fare Spalletti per spingere la Roma fuori dal pantano in cui si è ficcata. Insomma, le solite storie...
Poi torni a casa, dai un'occhiata alle notizie online e ti accorgi che in fondo nessuno ha menzionato quanto accaduto a Tor Vergata, finendo per pensare che effettivamente non è successo davvero niente. Per loro.
Però come al solito grande risalto alle notizie di giornata. Gli studenti di psicologia nudi alla meta (ANDRE' C'HANNO RUBATO L'IDEA, TI RENDI CONTO?), quelli di Roma3 lavavetri...e noi??? L'unica idea brillante che Tor Vergata è riuscita a proporre è stata l'asta su E-BAY, idea geniale effettivamente.
Tutta questa attenzione dei media non durerà e senza media la protesta non esiste, ormai certi meccanismi l'abbiamo capiti. Per questo vi propongo di dare il via ad una tempesta di proposte: troviamo un'idea unica che ci distingua al corteo del 30 ottobre. Per carità vanno bene i volantini, va bene tutto. Però abbiamo bisogno di nuove forme di protesta, le altre puzzano troppo di vecchio e sono fondamentalmente inefficaci.
Io la butto così, ci provo: il 31 è halloween, e finora nessuno ha usato l'opportunità di sfruttarlo per qualcosa di divertente. Più o meno sarebbe così: ci travestiamo tutti da zucche, magari non tutti ma parecchi; tutti gli altri dovranno cmq indossare magliette arancioni. Sulle zucche potremmo appiccicare cartelloni del tipo "GELMINI, DOLCETTO O SCHERZETTO?" o "DIFENDI LA TUA ZUCCA, NO ALLA 133" o "OGGI ZUCCHE IN PIAZZA, DOMANI ZUCCHE VUOTE"...vabbè fanno schifo tutti e 3 però era giusto per farvi capire l'idea...
Tirate fuori tutto quello che vi viene in mente, tanto potete stare tranquilli che peggio di quello che ho scritto io non potrà mai essere...Io la penso così: visto che andiamo alla manifestazione del 30, tanto vale metterci qualcosa di nostro (oltre la presenza, che non è poco).
Poi certo sarebbe anche molto bello avviare un lavoro propositivo, che non si limiti a demolire...alla Sapienza credo abbiano formato un'assemblea costituente dedita alla stesura di una proposta concreta...potremmo creare qsa del genere anche per Tor Vergata, o più realisticamente individuare una delegazione di saggi da inviare alla Sapienza...sperando che non finisca tutto con una proposta di 427 punti, sennò facciamo la fine del partito democratico...
Bravi ragazzi!!! Mobilitiamoci e facciamo sentire la nostra voce!!
anche l'EEBL contro la 133!!!
E' un'emozione postare questo nuovo blog...nuovo ma non primo, ci tengo a sottolineare che il mio cuore rimane legato all'eeblblogspot...Facciamo di questo magnifico strumento la nostra piattaforma organizzativa per contribuire a fermare la 133...
Intanto vi ripropongo un link...
http://www.uniriot.org/uniriot_forum/phpBB3/viewtopic.php?f=3&t=26&sid=3d12cb2c6321252306a0a05dce291907#p27
A domani!

Silvia